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	<title>Bondage Blog Live - Top Network &#187; La prima volta</title>
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	<description>We are Live And Into Bondage - Il Chi l'ha Visto dell' S/M!</description>
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		<title>L&#8217;inizio della mia sottomissione</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 18:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La prima volta]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[negazione orgasmo]]></category>
		<category><![CDATA[prima esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomissione]]></category>

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		<description><![CDATA[Roberta ha la sua prima esperienza di sotomissione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziò tutto all’improvviso. Non mi sarei mai aspettato che un innocente incontro di lavoro si trasformasse in una relazione con risvolti erotici.<br />
Era una tranquilla giornata di piena estate ed avevo un solo cliente da incontrare. Mi aspettavo che venisse da solo (come era già capitato in precedenza), ma era con una bella donna, che mi presentò come la moglie. La coppia era “normale”: lui 45-50 anni, lei qualche anno di meno, 1,65 circa di altezza, mora, capelli lunghi fino alle spalle, con qualche chilo di troppo sui fianchi, ma sicuramente fascinosa e con un corpo piacevolmente messo in risalto da una maglietta aderente e scollata al punto giusto su una gonna sopra al ginocchio e scarpe con un po’ di tacco, ad esaltare un bel paio di gambe. Meglio non confondere lavoro e piacere: ma sicuramente come donna mi colpì, anche se cercai di non darlo a vedere.<br />
Le indicazioni su come investire il capitale si svolsero regolarmente e rapidamente, anche se ero continuamente distratto e forse un poco agitato, sentendomi addosso lo sguardo insistente della donna. La stretta di mano di lei alla fine è sicuramente più lunga del necessario e lo sguardo che mi lancia all’uscita dallo studio mi lascia pensieroso.<br />
Il giorno dopo ricevo una telefonata della signora che mi chiede un appuntamento per dei chiarimenti: “domani alle 9.00” le rispondo.<br />
“Non posso, a quell’ora devo accompagnare mio marito.”<br />
“Credevo fosse anche con lui l’incontro.”<br />
“No è per me e mio marito non ne sa nulla.” Poi passando al tu ed abbassando la voce: “avrei libero tutto il pomeriggio di oggi. Sono a tua completa disposizione, dove e come vuoi tu…”<br />
Ed io, con un coraggio che non mi conoscevo: “OK. Abito in via…….sopra lo studio. Ci vediamo alle 16…ma vestita come una vera troia!”. “Ci sarò” e chiude.<br />
Passai le ore che mi separavano dall’appuntamento a chiedermi cosa mi aveva preso e cosa avrei fatto. Ma più ci pensavo più mi convincevo che le ipotesi erano solo due: o avevo sbagliato tutto e non avrei mai più rivisto la signora oppure avevo a che fare con una donna che se aveva deciso di andare a letto con un uomo non stava troppo a rimuginarci sopra e metteva subito in pratica l’idea.<br />
Alle 16 in punto suonò il campanello. Era lì: camicetta bianca aderente e semitrasparente con reggiseno nero che metteva in risalto i seni. Gonna aderente a metà coscia con spacco laterale e scarpe con un tacco di almeno 7-8 cm, ben truccata.<br />
“Accomodati”, le dico, “non so nemmeno il tuo nome”.<br />
“Roberta” dice entrando e porgendomi la mano.<br />
Io la prendo, ma nel contempo la tiro a me e la bacio. Subito risponde aprendo la bocca ed accettando che la mia lingua frughi nella sua bocca, mentre le mani vanno a sentire la dolce consistenza del culo e dei seni. Staccandomi noto un occhio languido.<br />
“Spogliati” le dico&#8230; “Spogliami tu….”<br />
In quel momento ho una reazione di cui resto allibito io per primo: le mollo un ceffone e le dico: “Sei qui per essere scopata, gli ordini li prendi e non li dai…..se non ti sta bene sei ancora in tempo ad andartene”.<br />
Senza parlare, con lo sguardo basso, comincia a spogliarsi: prima la camicia, poi la gonna. Le ordino di tenersi le scarpe. Poi il reggiseno. Ha un attimo di titubanza sulle mutandine e mi guarda, ma mi basta fare un gesto con un dito e se le toglie. Rimane in piedi con le braccia lungo i fianchi, gli occhi bassi. Ma i capezzoli turgidi, un respiro leggermente affannoso ed un rossore del collo tradiscono una certa eccitazione. Allora le comincio a girare intorno e a darle ordini, cui lei ubbidisce senza esitazioni: “allarga le gambe”, “braccia dietro la testa”, “piegati un po’ in avanti…no troppo…ecco, così va bene..” Ora le passo le mani sul culo e sembra gradire, tanto che comincia dimostrarlo mugugnando e   muovendosi. Le mollo uno schiaffo prima su una pacca e poi sull’altra. Un piccolo urlo e tende a raddrizzarsi: non se lo aspettava (per la verità nemmeno io…) “Non ti agitare troppo…il pomeriggio è molto lungo”. Mi metto davanti a lei, le prendo i capelli tra le dita e fissandola negli occhi: ”Ricordati: tu non esisti più. Comando io. Contano solo i miei desideri. La sofferenza sarà parte del tuo piacere”.<br />
Con mio sommo piacere la sua risposta, in un soffio che stento anche a sentire, è “si…sono tua… fa di me la tua troia….sono tua” e mi bacia con trasporto. Nel rispondere al bacio le metto una mano in mezzo alle cosce: la figa è bagnata…un lago. Comincio ad accarezzarla e mi facilita il compito allargando ancora di più le gambe. L’altra mano palpa i seni. I capezzoli subito rispondono, divenendo duri e dritti. Poi prendo un capezzolo e comincio a stringerlo. Lo stringo sempre più forte. La sento che si irrigidisce per il dolore, ma il bacio continua. Più la stretta aumenta più si irrigidisce e più il bacio si fa appassionante e più cola dalla fica. Lascio il capezzolo e sento il suo corpo rilasciarsi. Lo accarezzo e lo stimolo, si fa sempre più duro, sembra aumentare di volume. Aumentano i mugolii…ma lei è sul chi vive e si aspetta il dolore. Ormai sa che arriverà ed io non la deluderò. Cambio seno. Comincio ad accarezzarle e stimolare il capezzolo che subito risponde, ma  continua ad essere  come se si aspettasse qualcosa di più e la sento come in attesa. Il bacio è più tranquillo e mi sembra concentrata sulla mano che continua a stimolargli la fica ed il clitoride. Piano piano prendo il capezzolo tra due dita ed aumento gradualmente la pressione: subito reagisce e la lingua si muove con più rapidità ed i fianchi si agitano ed i sospiri aumentano. Stringo ancora…escono mugolii di dolore (o di piacere?). La fica cola sempre di più, ormai la mano che la lavora è tutta bagnata. Comincio un gioco: allento il capezzolo e rallento il lavoro sulla fica  e poi aumento la pressione sul capezzolo e la velocità e la pressione di stimolazione clitoridea e lei risponde rilasciandosi ed eccitandosi in relazione ai movimenti effettuati…. Le sue mani sempre dietro la testa, come offerta… Ad un certo punto la sento sempre più eccitata…è come se stesse perdendo quel poco di controllo su se stessa che forse aveva ancora. Ad un certo punto comincio a leccarle il collo…aumento ancora di più la stretta sul capezzolo e la velocità di entrata ed uscita dalla fica fino a quando mi accorgo che sta per arrivare. Improvvisamente mi fermo e mi scosto un po’. Lei barcolla…cade quasi. E’ stata presa alla sprovvista. Mi guarda con uno sguardo assente…velato…non capisce. Poi comprende ”no…ti prego…no…non fermarti… non ora…ti prego”. La guardo negli occhi, carezzandole il profilo del volto: “Comprendi che sei mia e dipendi da me? Avrai il tuo piacere solo se io lo voglio!”. Poi le avvicino alla bocca la mano con cui la frugavo nel ventre e lei apre la bocca, caccia la lingua e senza che io parli comincia a pulirla accuratamente. Mi guarda, come se volesse essere sicura di star facendo la cosa giusta. Allora piano piano ricomincio il lavoro con la lingua sul collo e con le mani una a torturare-titillare i capezzoli ed una a giocare con il clitoride e la fica. E lei subito riparte…cominciano i mugolii e la fica riprende a colare. Lascio e riprendo la pressione sui capezzoli in contemporanea al diminuire ed all’aumentare della velocità di masturbazione per un tempo abbastanza lungo. La sento sempre più vicina all’orgasmo, ma quando è sul punto di arrivare il rallentamento è vistoso e lei impara ad accettarlo: sa che il piacere arriverà, ma solo quando lo deciderò io. Mi piace questa dipendenza. Ho il cazzo enorme. Mi fa male dentro al pantalone, ma so che poi verrà il suo momento. Ora è necessario che educhi Roberta  a  capire la sua totale dipendenza da me. Finalmente non mi rallento quando la sento vicina all’orgasmo e quando parte comincia a sbattersi girando violentemente la testa prima da un lato poi dall’altro con un po’ di bava alla bocca ad ansimare quasi urlando tra il dolore ed il piacere fino a quando con un ultimo urlo la sento contrarsi ed un fiotto dalla vagina mi segnala che sta arrivando.”Si…si…continua…non ti fermare ti prego!…non…non ti fermare….fammi male….stringi…fammi male sono tua…Si…Si” Continua a contrarre i muscoli della fica come se volesse aspirare la mano che gli sta dando il piacere ed a dibattersi come se fosse in preda a convulsioni con strane grida e lamenti per un po’ di tempo e poi piano piano si calma, i lineamenti del viso si rilassano e si abbandona con tutto il corpo contro di me, ansimando, rossa in volto, con i capelli scarmigliati. Piano piano riprende fiato. Quando si è calmata, il volto appoggiato sulla mia spalla, comincia a parlare con voce roca e mi dice: “Non so cosa mi abbia preso. Dal primo momento che ti ho visto, sono impazzita completamente, sapevo senza saperlo di essere tutta tua. Se non ci fosse stato mio marito mi sarei gettata ai tuoi piedi, sin dalla prima volta. Tu sei il mio padrone fammi tutto quel che vuoi, ma non mi lasciare. Lo so che non ci credi: è la prima volta che sto con un uomo che non sia mio marito…ciò non significa che non l’ho mai sognato, ma non ne ho mai avuto il coraggio. La mia educazione non me lo permette. Da quando ti ho visto stamattina ho solo una visione che mi divora e non mi fa pensare ad altro: il mio corpo che si dona a te: ora so che sarà sempre così! Solo così mi potrò sentire veramente donna! Sono la tua troia! Spero di essere all’altezza dei tuoi desideri…e se non lo sono insegnami! Qualunque cosa mi chiederai non mi tirerò mai indietro. Mettimi alla prova.”<br />
Mi allontano un poco da lei e mentre la guardo negli occhi le poso le mani sulle spalle e la spingo in ginocchio: “Prendilo in bocca e fammi arrivare. Bevi tutto e non perderne nemmeno una goccia”.<br />
Si lascia cadere in ginocchio e guardandomi negli occhi comincia ad armeggiare con la cinta ed i bottoni del pantalone. Poi abbassa le mutande e comincia a dare piccoli baci al cazzo. Ho l’impressione come se stesse pregando, la sento che mormora, ma non capisco, presto più attenzione e, tra un bacio e l’altro, “amore…mio padrone…sei bello…ti adoro…sarò tua tutte le volte che vorrai…ti desidero dentro…fammi tua&#8230;”. La prendo per i capelli e le infilo tutto il cazzo fino in fondo. La sento annaspare alla ricerca di aria. Vedo delle lacrime che si affacciano ai lati degli occhi, ma lei resiste. Quando allento la presa si fa scorrere tutto il cazzo fino a fuori succhiando. Poi comincia un lavoro di va e vieni senza molta fantasia. In questo momento mi va bene, voglio solo arrivarle in gola, ho resistito fin troppo, ma mi rendo conto che deve migliorare di molto. Deve imparare a lavorare con la lingua e con le labbra…ma verrà dopo. Ora comincio ad agitarmi e comincio a dare dei colpi di reni ad ogni suo affondo ed anche se la sento che soffre mi accorgo che non si sottrae. Devo liberarmi: la prendo per i capelli e gli ficco fino in fondo alla gola il cazzo e comincio ad eiaculare: la sento soffocare, forse le sta andando di traverso, ma continua a ricevermi in gola e ad ingoiare tutto quello che può. Un po’ le comincia a colare da un lato della bocca e con una mano lo raccoglie e poi se lo passa sul corpo come una crema. Finalmente mi calmo. Lei continua a succhiare, leccare, baciare e carezzare. Ora sento le sue mani che mi accarezzano: i testicoli, le natiche, la pancia, la schiena…tutto quello che riesce a raggiungere.</p>
<p>Ora che i primi impellenti desideri si sono calmati cerca un minimo di affettuosità e di relazione con il corpo che l’ha posseduta con tanto violento ardore. Mi sembra di sentirla che ripensa con piacere al recente passato, ma anche con molti sensi di colpa. Oppure sono io che ho i sensi di colpa? Non ho mai trattato con tanta violenza una donna, ma il trovarmi una femmina disponibile a tutto ha fatto uscire fuori un lato di me sconosciuto.<br />
Le accarezzo i capelli come ad un cane si accarezza la testa…Le metto una mano avanti alla bocca e lei la bacia e la lecca con riverenza. Le metto una mano sotto al mento e la costringo a guardarmi negli occhi. Sono castani. Non avevo notato quanto sono profondi e remissivi. La alzo continuando a carezzarle i capelli. Piano piano la spingo verso il letto, lì vicino e la spingo fino a farla stendere. Sembra gradire questi primi movimenti di dolcezza. Chiude gli occhi e si lascia andare con un sospiro. Mi finisco di spogliare e lei non apre gli occhi. Mi stendo al suo fianco. Siamo a stretto contatto i nostri corpi si toccano. Le prendo le mani e gliele faccio mettere in alto, stese. Poi scendo a carezzarle il corpo e piano piano la costringo ad aprire le gambe. La mano passa velocemente sui seni poi sulla pancia fino a scendere lungo i fianchi e a risalire lungo l’interno delle cosce, fino alla vagina ed al clitoride che subito si bagnano al primo leggero tocco. Ma non ha nemmeno il tempo di assaporare il contatto che la mano riparte verso l’alto a ricominciare il giro: seni, pancia, fianchi….. Così una, due…dieci…mille volte. Sembra appisolarsi, i leggeri gemiti e i brividi che la scuotono leggermente sono gli unici segni, insieme al pulsare delle grandi labbra e dell’inturgidirsi dei capezzoli, della sua partecipazione. E’ lì, accetta tutto e gradisce.<br />
Comincio quasi senza accorgermene a parlarle nell’orecchio, tra un colpo di lingua e l’altro, che la fanno rabbrividire: “Sei mia…oggi hai scoperto quanto sei puttana…e ti fa piacere…ma non è ancora nulla. Hai appena iniziato. Il tuo corpo mi appartiene….imparerai a darmi la tua mente…non sarai nulla…sarai ciò che vorrò io…una puttana o una signora…sarai ciò che vorrò io…Da oggi non indosserai mai più mutandine né pantaloni né collant ma solo gonne con o senza calze: la tua fica deve essere sempre raggiungibile in qualsiasi momento….ti insegnerò a scopare con la bocca e ti romperò il culo…”<br />
Si  agita un poco, la fica si comincia a bagnare con maggiore insistenza.<br />
“La prossima volta che verrai ti legherò e comincerò anche a frustarti…poi ti violenterò in tutti i tuoi buchi…”<br />
La mia mano comincia a lavorare il clitoride e la fica con maggiore insistenza e la reazione non si fa attendere.<br />
“Farai l’amore con altre donne (la sento irrigidirsi) e con altri uomini…lo so che hai paura…ma lo farai…sarai la mia puttana”.<br />
Ora scendo in mezzo alle gambe e comincio a leccarla mentre con le mani le lavoro i capezzoli sempre più duri, ricomincia ad agitarsi, si lascia andare completamente, ha perso ogni freno:”si sono tua…fammi tutto…lasciami i segni sul mio corpo…scopami…inculami…fammi tutto…aiuto!!! Arrivo…si fammi arrivare…ti prego….si…si….”</p>
<p>A questo punto anche io ho ripreso vigore ed il solo pensiero di legare e frustare una donna o di vedere due donne che si danno il piacere mi fa arrapare. Con un colpo secco gli infilo il cazzo fino in fondo: la sento irrigidirsi, stringe i denti. Non deve aver sentito dolore, la sua fica è un lago…forse è piacere. Cominciamo un va e vieni sempre più accelerato. I nostri gemiti si confondono. Le nostre lingue si cercano. Poi finalmente arriviamo insieme….</p>
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